giovedì 28 dicembre 2006

Crocifisso di controfacciata


Crocifisso ligneo (fine XIV secolo) : è collocato sotto la struttura a volta a sinistra entrando. Potrebbe essere coevo all'edificazione della chiesa. Purtroppo è mal conservato. Da notare il segno scultoreo incisivo, l'essenzialità formale, la ricerca di una esplicita rappresentazione della sofferenza.

Pietà tra santi


Sotto l'edicola sinistra di controfacciata c'è l'altare della pietà (1602) in pietra e marmo scolpiti. Contiene un olio su tela del 1602, del Frigimelica.
Su uno sfondo montuoso con il Golgota, la Madonna tiene sulle ginocchia il corpo del Cristo. Ai lati ci sono i Santi Matteo e Giacomo con lo sguardo fisso su Gesù.

Messa di San Gregorio Magno


Sopra il battistero vi è questa tela del Frigimelica, datata 1618. Papa Gregorio I è raffigurato al momento dell'elevazione dell'ostia. Quattro figure in abito seicentesco assistono in ginocchio. Il punto di fuga forzato è costituito dalla schiera di anime purganti. Tre angeli portano un anima al registro superiore dove c'è la Trinità e la Vergine. La tela allude alla pratica delle messe gregoriane: si trattava di celebrare trenta messe di suffragio in un mese per intercedere per le anime del purgatorio.
Questo soggetto fu rilevante nella pittura della controriforma.
Le forme sono allungate, sono presenti forzati accenti chiaroscurali.
La tradizione vuole che il santo abbia i tratti di Mocenigo, vescovo di Ceneda, e il sacerdote quelli del pievano Cicolla.

Madonna tra santi

La cornice è costituita da un'articolata costruzione architettonica che imita un altare marmoreo. Sopra la mensa semplificata c'è il donatore in ginocchio (il pievano Benedetto Cesana). Si impostano sopra i due pilastri marmorei che reggono l'arco dell'intradosso a cassettoni. Chiude in alto un motivo alla robbiana con l'incoronazione della Vergine da parte dell'Altissimo.
Fa da sfondo all'affresco un muro a conci : di fronte è il trono con la Vergine (si noti il manto ricco di disegni e con tracce d'oro, segnato ai bordi da ornamenti su intonaco) che regge un uccellino sul dito e il Bambino in atto benedicente. Ai lati ci sono due santi: San Giovanni evangelista e San Vittore (guerriero che regge un'asta con guidone rosso).
C'è attenzione alla resa spaziale, alla cornice architettonica. Le vesti sono sontuose, si ricercano caratteri fisiognomici diversificati. Sono presenti però alcuni accenti gergali: il Gesù troppo anchilosato e plastico, i santi con movenze impacciate.

Il dipinto è datato al 1485 ed è attribuito agli inizi dell'attività di Antonello da Serravalle.
Il santo di destra è stato inizialmente identificato con San Liberale, ma la presenza sul vessillo di una città turrita (che non è emblema di Treviso, di cui Liberale è patrono) fa propendere per San Vittore, patrono di Feltre, terra d'origine del committente.

Madonna tra santi

Entro la consueta finta cornice architettonica ( due pilastri con capitello, con recupero di elementi classici tra cui il mascherone apicale) è seduta Maria col Bambino. Alla sua destra ci sono Sant'Andrea e San Bernardino da Siena (attributo JHS: la predicazione del santo è attestata a Serravalle nel 1423) , a sinistra San Giovanni Battista e San Rocco (per Campo Dell'Orto è san Lazzaro). Le figure di sinistra sono ritoccate. L'opera datata al 1485 e attribuita ad Antonello da Serravalle, appartiene al primo periodo dell'artista: si noti l' ordinata disposizione delle figure che realizzano il volume complessivo della scena.

Altare della Trasfigurazione


L'altare della Trasfigurazione presente sulla parete sinistra è datato al 1834 ed è in pietra scolpita. L'opera fu realizzata per accogliere l'opera del Frigimelica prima posta a coprire l'affresco di medesimo soggetto di Francesco da Milano sulla parete di fronte: si vuole infatti imitare la struttura marmorea del Pilacorte.
Per quanto riguarda l'affresco, datato a fine XVI secolo, esso presenta nel registro superiore Cristo trasfigurato tra Elia e Mosè; nel registro mediano i tre discepoli che assistono all'evento (Giovanni è l'unico che guarda, Pietro -in scorcio- e Giacomo sono pieni di timore); nel registro inferiore c'è Sant' Antonio abate (bastone con croce egizia e fuoco in mano), San Rocco (in veste di pellegrino, con piaga e cane) e San Sebastiano in primo piano. In basso a sinistra c'è la figura a mezzo busto del sacerdote donatore.
L'opera è appunto del Frigimelica: sono da notare le possenti volumetrie e le accese campiture di colore. Siamo di fronte ad un'opera della piena maturità del pittore che esprime i caratteri di monumentalità e di pittura tonale appresi dal Tiziano.

Giovanni Battista e Daniele


Nella parete destra, sopra l'ingresso laterale vi è questo olio su tela, proveniente dalla distrutta chiesa di San Girolamo a Serravalle. Sono raffigurati San Giovanni Battista e il profeta Daniele che incedono sullo sfondo di un paesaggio in cui si scorge un frammento di Battesimo di Cristo. Nella parte superiore compaiono la colomba, un cartiglio e sopra il Bambino Redentore con angioletti. Si ritiene palese la matrice tizianesca, confrontabile con Palma il giovane e il primo manierismo veneto. L'opera è stata datata alla fine del XVI secolo ma le attribuzioni sono diverse. Per Mies (1987) è di Denti, collaboratore di Tiziano, ma è stata attribuita anche a Palma il giovane e a Padovino.