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giovedì 17 maggio 2007

nuovi elementi


Ecco finalmente la notiziola appresa da un visitatore esperto...
Vedete gli archi di sfondo al quadro di Francesco da Milano raffigurante Sant'Antonio abate, San Giobbe e San Rocco? Sono rovine di archi spezzati e alluderebbero al paganesimo andato in rovina grazie alla forza della Rivelazione cristiana.
E' un'iconografia abbastanza diffusa...ne abbiamo visto anche un esempio in classe nell'ultima lezione: Leonardo da Vinci nella sua incompiuta 'Adorazione dei Magi' utilizza proprio questo tipo di fondale con rovine antiche.

domenica 7 gennaio 2007

Cappella dei Battuti.

A sinistra dell'altare maggiore vi è un'edicola a volta che prende il nome di Cappella dei Battuti.

Fu costruita nel 1337 dalla Confraternita dei Battuti. Questa 'Scuola' venne istituita a Serravalle nel 1313 e svolse la sua attività fino al 1810. Era una confraternita di chierici e laici che aveva scopi di assistenza e di pubblica penitenza (Tra il duecento e il trecento in tutta la cristianità si diffusero questi movimenti penitenziali che ebbero largo seguito, a partire dai Flagellanti di Perugia).

I membri di questa confraternita vestivano un saio bianco con cappuccio che poteva nascondere il viso, portavano ai fianchi una fune e il flagello. Furono loro a fondare l'ospedale e l'annessa chiesa di San Lorenzo; decisero anche di erigere una propria cappella che venne dotata di affreschi solo all'inizio del XVI secolo.

Sul capitello rinascimentale del pilastro che regge l'edicola è possibile vedere scolpiti tre stemmi: della comunità di Serravalle (croce bianca in campo azzurro), della Confraternita (flagello) e del primo podestà in carica nel 1337, Pietro Canal (doppia banda a capriolo in campo azzurro).

I dipinti hanno avuto diverse attribuzioni. Si pensava in precedenza a diverse maestranze. Campo Dell'O rto attribuisce la Madonna ad Antonello da Serravalle (per i colori e il fregio dei panneggi) e gli altri affreschi ad Antonio Rosso di Cadore (sopratutto per la volta e le lunette). Fossaluzza invece, nel suo commento al precedente restauro degli affreschi, propende per una totale attribuzione ad Antonello da Serravalle.

Sul pilastro dell'arcone del presbiterio adiacente cappella si nota la raffigurazione pittorica dello stendardo dei Battuti: un lungo bastone con croce astile da cui pende un drappo rosso con raffigurata la figura della Madonna che protegge col suo manto i confratelli. Una raffigurazione simile a quella che vedremo affrescata in grande nella cappella stessa. E' da notare la ricerca naturalistica delle frange, il motivo decorativo del tessuto e il tentativo di rendere lo svolazzo dello stesso.


giovedì 28 dicembre 2006

Crocifisso di controfacciata


Crocifisso ligneo (fine XIV secolo) : è collocato sotto la struttura a volta a sinistra entrando. Potrebbe essere coevo all'edificazione della chiesa. Purtroppo è mal conservato. Da notare il segno scultoreo incisivo, l'essenzialità formale, la ricerca di una esplicita rappresentazione della sofferenza.

Altare maggiore


Nell'altare maggiore è da notare il paliotto del XVII secolo con marmi scolpiti. La lastra in marmo giallo imita un drappo sorretto da due angeli stanti in pietra chiara (gusto decorativo barocco).

Notevole è il crocifisso appeso sopra gli scarnni in pietra: fu rinvenuto nella soffitta della chiesa di S. Maria Nova e qui spostato nel 1957 al posto della pala Vecelliana. Misura 3 metri in altezza, è databile tra il '400 e il '500 e si rifà a modelli nordici mediati dall'arte friulana.

Altare di Santa Caterina


L'altare di Santa Caterina d'Alessandria è databile al 1489: è in pietra scolpita e dipinta.
La statua della santa è posta in una nicchia con sopra una valva azzurra. Da notare il volto del Cristo al di sopra dell'architrave. La statua in pietra presenta ancora tracce di decorazione, il vestito era azzurro con fiori bianchi. La santa ha la corona in testa, nelle mani la spada e la ruota, simbolo del suo martirio. La scultura e l'altare sono attribuiti ad un ipotetico Caterino di Mastro Andrea.

L'altare venne dedicato dal pievano Sante Libano autore anche della preghiera leggibile a destra.
Nella lunetta superiore, in uno sfondo azzurro intenso, sono affrescate due sante: una con ruota e spada (che è stata interpretata come Santa Caterina o Santa Augusta) e Santa Brigida con il pastorale di badessa e il rotolo delle scritture. Sopra c'è un nimbo di angeli con le figure della Madonna e del Redentore. L'affresco è attribuito ad Antonello da Serravalle ed è datato al 1489.

lunedì 11 dicembre 2006

descrizione interno


L'interno è ad unica navata (33 x 14 x 12 di altezza)
Presbiterio: rialzato da 5 scalini e leggermente piegato a dx. Introdotto da arco trionfale a ogiva, con interruzione stalattitica dei due pilastri portanti. Eretto nel 1497: in questa data l'altare maggiore viene spostato a ridosso della parete di fondo, sopraelevato con un gradino.

4 Edicole gotiche con volta a vela sostenute da snelle colonne poste agli angoli della navata.

Soffitto: 12 (// apostoli) capriate a doppio monaco ('600).

Pavimento: attuale in pietra d'Istria, precedente in pietra di Cugnan (ora all'esterno). Il pavimento nel 1972 è stato abbassato e riportato al livello della chiesa originaria.

Luce: da rosone, oculo e finestre trilobate. C'è un oculo cieco sopra arco trionfale.

descrizione esterno


Lato ovest:

Facciata a capanna. Segue l'andamento del tetto, anche sui fianchi, una cornice di piccoli archetti pensili in laterizio di forma ogivale che si incrociano tra loro, in parte ancora dipinti.
Rosone pentalobato in pietra bianca su oculo in laterizio, con tipici trafori a palmetta.
Portale liscio. Porte in noce realizzate nel 1923, su disegno di Trojer. Lunetta portale: S. Andrea.
Edicole sepolcrali con volta a crociera e capitelli '500: a sin. dei parroci di Santa Maria Nova a Serravalle (iscrizione con data 1846); a dx di Nicolò Casoni (1510): vicario della Serenissima in Cadore. Arca quadrangolare con iscrizione e stemma di famiglia. Sotto l'edicola: Trigramma (JHS) sulla volta e Crocifissione con angioletti in parete.
Rialzo esterno a O e N è del 1972, fatto con le pietre del precedente pavimento interno.

Intorno tombe e pietre tombali dell'antico cimitero che si stendeva sui lati nord, ovest e sud, in uso fino al 1849. Recenti scavi hanno dimostrato un destinazione d'uso sepolcrale della zona risalente anche al VII d.C.

Lato sud:

Campanile: Muri perimetrali spessi (1,60). Nel 1635 crolla la parte superiore che viene rifatta in stile '600. Con bifore sulla cella e cuspide ottagonale a monofore.

Lato Est (Abside): Oculo

Lato nord:
porticato con parapetto e 4 pilastri di pietra scolpiti in stile rinascimentale (per Campo Dell'Orto è rimanenza di struttura cimiteriale che copriva due arche: quella dei Libano-Monfardini, ora al museo del Cendese, e quella dei Piazzoni).